martedì 15 maggio 2018

-LUIGI GUARINO: MAESTRO D’ARTE E POLIEDRICO ARTISTA, SI RACCONTA ATTTRAVERSO LE SUE SUGGESTIVE OPERE E LA SUA SENSIBILITA’ DI DOCENTE- (Santa Maria Capua Vetere)





Il professor Guarino è uno dei tanti volontari che con  sentita attenzione e grande  passione si dedica all’insegnamento nel centro diurno sito presso  l’Istituto A. Angiulli di Santa Maria Capua Vetere.
L’edificio, che era un carcere minorile di punizione, alcuni anni fa è stato trasformato in  luogo di cultura ed educazione e dal 2016, offre  nuove opportunità formative e di orientamento al lavoro per  far emergere e valorizzare le qualità di coloro che si affidano anche  alla didattica del centro.
Luigi è un professore in pensione che finalmente sta facendo volare alti i propri sogni e non solo…
Egli fa della propria creatività, oltre che di un’arte personale anche un insegnamento per i ragazzi del centro diurno.
Il professor Guarino ha da sempre coltivato la sua passione del dipingere, creando quadri ed esponendo in mostre personali…
Vogliamo conoscere meglio la sua creatività, farci raccontare le sue radici di artista  e la sua evoluzione.
PROFESSOR GUARINO, INNANZITUTTO DA QUANDO HA TERMINATO IL SUO RUOLO DI INSEGNANTE E DOVE HA SVOLTO IL SUO LAVORO?
“Ho smesso di insegnare dal 1 settembre 2015, ma non si smette mai veramente lo senti dentro, sempre; ho insegnato come supplente nelle scuole medie della provincia di Caserta per sette anni, nel 1980 sono partito per Bergamo con mia moglie Ester e mia figlia Francesca di due anni, che oggi, da psicologa scrive critiche sulle mie opere. Nel 1984 ho partecipato ad un concorso per il ruolo di Ed. Artistica per le scuole medie in Campania e l’ho vinto, così torno a Caserta e mi stabilisco definitamente a S. Maria CV con altri due figli Ralf e Angelica. Dopo quindici anni di insegnamento nelle prestigiose scuole “Cimarosa” e “Parente” di Aversa vengo trasferito nella mia città, presso la scuola media “R. Uccella” intitolata al grande scultore del ‘900 dove insegno per 16 anni fino alla pensione”

COSA HA VOLUTO IMPRIMERE E LASCIARE NEGLI ALLIEVI CHE HA FORMATO NEL CORSO DEGLI ANNI?
“Gli alunni delle scuole medie hanno tra gli undici e quattordici anni, un’età facilmente influenzabile. Prima di insegnare la materia ho cercato di formarli come persone, dando ad ognuno il senso civico del vivere comune. La mia materia è molto bella, ma bisogna coinvolgere gli alunni, li devi interessare, se iniziassi una lezione con l’arte greca o romana in prima media, cosa che impongono i programmi ministeriali, potresti vagare nel vuoto, ma se parli dell’anfiteatro di S.Maria C. V.  e lo fai vedere, magari con una gita all’aria aperta, fai capire che un grattacielo può perdere nel confronto, perché gli ingegneri di duemila anni fa avevano programmato il flusso delle persone in caso di pericolo in otto minuti, grazie ad uscite predisposte ogni dieci metri. Ho cercato di insegnare non solo a disegnare o a capire il cubismo, ma anche a far comprendere agli allievi che l’arte ha tanti altri aspetti ed ho insistentemente affermato che chiunque può creare, la cosa importante è il confronto e la costanza di credere sempre nelle proprie idee”.
PASSIAMO ORA ALLA SUA CRESCITA PERSONALE COME ARTISTA, QUANDO HA INIZIATO A DIPINGERE E DA DOVE TRAEVA LA SUA ISPIRAZIONE?
“Ho sempre dipinto, sin da piccolo, però non ho mai pensato ad un lavoro nel settore, ho disegnato all’inizio per qualche agenzia di pubblicità. Dal Liceo scientifico “Diaz” di Caserta sono passato quello artistico a S. Leucio, qui ho avuto la fortuna di essere allievo del Maestro Bruno Donzelli, professore di disegno dal vero e da allora ho iniziato ad avere delle “scintille” artistiche.
Come artista vero però ho iniziato solo dal 2000, gli alunni mi gratificavano continuamente, mi adoravano, ogni progetto che portavamo avanti era un successo, vincevamo quasi tutti i concorsi, forse proprio loro mi hanno spinto definitivamente; intanto ho continuato a dipingere a casa, nei pomeriggi liberi, mi sono dedicato ai colori ad olio e soprattutto agli smalti che davano una lucentezza immensa. La mia crescita personale è avvenuta nel corso di un ventennio; sono innamorato delle avanguardie del novecento, devo molto alle lezioni di Cezanne, Picasso e dei futuristi.

QUANDO HA INIZIATO AD ESPORRE IN “MOSTRE PERSONALI” E DOVE?
“I presidi non mi potevano dare permessi per le mostre personali, per poterle organizzare ci voleva del tempo, questo è stato un problema per la mia carriera artistica, però non mi sono scoraggiato ed ho iniziato a fare mostre collettive, inviando le mie opere in tutta Italia, così sono arrivate le prime commissioni. Ho esposto in Gallerie importanti: “San Vidal” a Venezia, “Pigna” a Roma, Arttime a Udine, “Le Porte” e a “Castel Nuovo” a Napoli, alla “Biennale di San Leucio” a Caserta, “Maiso D’Art” a Padova, “Sala del Comune” di Monreale a Palermo e tante altre”

COME SI È EVOLUTO IL SUO “STILE” PITTORICO NEL TEMPO ED OGGI A QUALE CORRENTE SENTE DI APPARTENERE?
“Nel 1990, dopo tanti lavori realistici inizia per me una nuova dinamica di espressione, le mie linee acquistano movimenti nervosi, le forme  appaiono più spesse e senza morbidezze, ad un certo punto mi rendo conto che tutto ciò è la conseguenza di un nuovo stile, stavo tralasciando il figurativo, forse Picasso, Franz Marc e Cezanne mi stavano influenzando; la rappresentazione era ancora insoddisfacente però, i miei bozzetti erano un cantiere aperto,  quando passavo alla realizzazione dei quadri usavo i pennarelli per pochi tratti, poi coloravo velocemente con gli smalti ed era già visibile qualcosa; è una cosa incredibile da spiegare, ero già soddisfatto sembrava un miracolo, credevo di aver capito tutto, ma non è stato così perché da allora è iniziata la mia lotta, man mano col tempo, quasi vent’anni, ho creato la mia identità ed acquistato un mio stile. Oggi l’immagine che creo non è solo un gioco di colori, ma è il peso e l’equilibrio della composizione, gli elementi hanno una presenza solida e vigorosa, il mio interesse è risolvere il problema della strutturazione dell’immagine. Mi sento un compositore non un pittore,  mi definisco un espressionista di fine secolo, infine mi piace lavorare nel sociale,  ammonisco l’uomo,  per i danni che fa a sé stesso ed alla natura, denuncio ma non rappresento mai l’immagine della fine, della morte, dipingo il vivere, uso i colori per cercare la risoluzione dei problemi esistenziali, sono convinto che ognuno ha delle opportunità, spesso però siamo distratti…”

ABBIAMO NOTATO CHE  FRA LE SUE OPERE CI SONO ANCHE SCULTURE DI CARTAPESTA COME È ARRIVATO A  COMBINARE LE DUE ARTI?  CI RACCONTA LA TECNICA DELLE SUE “CARTAPESTE”?
“Nel 2005 mi fu commissionata una statua, da allora è nato un nuovo amore, pensavo non fossi adatto, ho sempre dipinto, poi col tempo mi sono reso conto che il rilievo è qualcosa di affascinante, la scultura è creazione pura ti dà sensazioni indescrivibili. Oggi pittura e scultura per me hanno lo stesso valore”
 “A scuola per risparmiare invece di comprare il das usavamo la carta riciclata e colla per creare statuette, però erano opere fragili; oggi, dopo tanti esperimenti, sono riuscito a renderle durature nel tempo creando un involucro di ferro all’interno, poi, oltre alla carta macerata  e colla, ho aggiunto materiali sintetici commerciali come colle per ceramica e cementi particolari, cose che non potevo usare a scuola, alla fine creo delle statue vere e proprie, naturalmente per creare opere d’arte ci vuole la manualità, spesso nelle mostre mi confronto con opere di marmo e bronzo, non faccio brutte figure...”

INFINE, SAPPIAMO CHE DAL 2010 AD OGGI HA RICEVUTO PARECCHI CONSENSI A LIVELLO LOCALE E NAZIONALE, CE NE VUOLE PARLARE?
“Nel 2010 ero in piena esplosione creativa, dipingevo senza timori, capivo dove volevo arrivare, la passione e l’ordine erano le mie forze interne, credevo che il mio destino fosse quello di diventare un artista, insegnavo ancora però e di conseguenza non potevo prendere degli impegni importanti, anche la scultura mi coinvolgeva, ma non potevo fare mostre personali, sembrava che qualcosa mi impedisse di farmi conoscere, poi avvenne qualcosa che mi mostrò al pubblico locale. Il Comune di Capua  lanciò l’idea di aprire un museo d’arte contemporanea e dopo ripetuti incontri, venni invitato a prendere possesso di una sala, il preside mi autorizzò, fu un successo.
 Nel maggio 2011, un articolo sulla rivista europea “EuroArte”( periodico di Arte, Cultura e Attualità, Edizioni Anna Maria Gentile), mi fece conoscere in campo nazionale e da allora ho ricevute commissioni ed inviti.
 Oggi insegno ai giovani a creare arte, nel Centro Diurno Polifunzionale Angiulli di S.Maria CV, grazie al Direttore Dott. Anselmo Bovenzi con l’approvazione di un mio progetto”

Grazie Luigi, per me è stato un grande piacere conoscerla e poter ammirare le sue opere pittoriche e scultoree, un’ artista dalla grande umanità e fertile creatività.
Le sono inoltre riconoscente per avermi concesso questa breve intervista, le auguro le gratificazioni ed  i successi che si aspetta sia in campo artistico che come “volontario” nell’educazione all’armonia dell’arte.
                                                    Maria Elisa Barone

                                 

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