Il professor Guarino è uno dei tanti volontari che
con sentita attenzione e grande passione si dedica all’insegnamento nel centro
diurno sito presso l’Istituto A. Angiulli di Santa Maria Capua
Vetere.
L’edificio, che era un carcere minorile di punizione,
alcuni anni fa è stato trasformato in luogo di cultura ed educazione e dal 2016,
offre nuove opportunità formative e di
orientamento al lavoro per far emergere
e valorizzare le qualità di coloro che si affidano anche alla didattica del centro.
Luigi è un professore in pensione che finalmente sta
facendo volare alti i propri sogni e non solo…
Egli fa della propria creatività, oltre che di
un’arte personale anche un insegnamento per i ragazzi del centro diurno.
Il professor Guarino ha da sempre coltivato la sua
passione del dipingere, creando quadri ed esponendo in mostre personali…
Vogliamo conoscere meglio la sua creatività, farci
raccontare le sue radici di artista e la
sua evoluzione.
PROFESSOR
GUARINO, INNANZITUTTO DA QUANDO HA TERMINATO IL SUO RUOLO DI INSEGNANTE E DOVE
HA SVOLTO IL SUO LAVORO?
“Ho smesso di insegnare dal 1 settembre 2015, ma non
si smette mai veramente lo senti dentro, sempre; ho insegnato come supplente
nelle scuole medie della provincia di Caserta per sette anni, nel 1980 sono
partito per Bergamo con mia moglie Ester e mia figlia Francesca di due anni, che
oggi, da psicologa scrive critiche sulle mie opere. Nel 1984 ho partecipato ad
un concorso per il ruolo di Ed. Artistica per le scuole medie in Campania e
l’ho vinto, così torno a Caserta e mi stabilisco definitamente a S. Maria CV
con altri due figli Ralf e Angelica. Dopo quindici anni di insegnamento nelle
prestigiose scuole “Cimarosa” e “Parente” di Aversa vengo trasferito nella mia
città, presso la scuola media “R. Uccella” intitolata al grande scultore del
‘900 dove insegno per 16 anni fino alla pensione”
COSA
HA VOLUTO IMPRIMERE E LASCIARE NEGLI ALLIEVI CHE HA FORMATO NEL CORSO DEGLI
ANNI?
“Gli alunni delle scuole medie hanno tra gli undici
e quattordici anni, un’età facilmente influenzabile. Prima di insegnare la
materia ho cercato di formarli come persone, dando ad ognuno il senso civico
del vivere comune. La mia materia è molto bella, ma bisogna coinvolgere gli
alunni, li devi interessare, se iniziassi una lezione con l’arte greca o romana
in prima media, cosa che impongono i programmi ministeriali, potresti vagare
nel vuoto, ma se parli dell’anfiteatro di S.Maria C. V. e lo fai vedere, magari con una gita all’aria
aperta, fai capire che un grattacielo può perdere nel confronto, perché gli
ingegneri di duemila anni fa avevano programmato il flusso delle persone in
caso di pericolo in otto minuti, grazie ad uscite predisposte ogni dieci metri.
Ho cercato di insegnare non solo a disegnare o a capire il cubismo, ma anche a
far comprendere agli allievi che l’arte ha tanti altri aspetti ed ho
insistentemente affermato che chiunque può creare, la cosa importante è il
confronto e la costanza di credere sempre nelle proprie idee”.
PASSIAMO
ORA ALLA SUA CRESCITA PERSONALE COME ARTISTA, QUANDO HA INIZIATO A DIPINGERE E
DA DOVE TRAEVA LA SUA ISPIRAZIONE?
“Ho sempre dipinto, sin da piccolo, però non ho mai
pensato ad un lavoro nel settore, ho disegnato all’inizio per qualche agenzia
di pubblicità. Dal Liceo scientifico “Diaz” di Caserta sono passato quello
artistico a S. Leucio, qui ho avuto la fortuna di essere allievo del Maestro
Bruno Donzelli, professore di disegno dal vero e da allora ho iniziato ad avere
delle “scintille” artistiche.
Come artista vero però ho iniziato solo dal 2000, gli
alunni mi gratificavano continuamente, mi adoravano, ogni progetto che
portavamo avanti era un successo, vincevamo quasi tutti i concorsi, forse
proprio loro mi hanno spinto definitivamente; intanto ho continuato a dipingere
a casa, nei pomeriggi liberi, mi sono dedicato ai colori ad olio e soprattutto
agli smalti che davano una lucentezza immensa. La mia crescita personale è
avvenuta nel corso di un ventennio; sono innamorato delle avanguardie del
novecento, devo molto alle lezioni di Cezanne, Picasso e dei futuristi.
QUANDO
HA INIZIATO AD ESPORRE IN “MOSTRE PERSONALI” E DOVE?
“I presidi non mi potevano dare permessi per le
mostre personali, per poterle organizzare ci voleva del tempo, questo è stato
un problema per la mia carriera artistica, però non mi sono scoraggiato ed ho
iniziato a fare mostre collettive, inviando le mie opere in tutta Italia, così
sono arrivate le prime commissioni. Ho esposto in Gallerie importanti: “San
Vidal” a Venezia, “Pigna” a Roma, Arttime a Udine, “Le Porte” e a “Castel
Nuovo” a Napoli, alla “Biennale di San Leucio” a Caserta, “Maiso D’Art” a
Padova, “Sala del Comune” di Monreale a Palermo e tante altre”
COME
SI È EVOLUTO IL SUO “STILE” PITTORICO NEL TEMPO ED OGGI A QUALE CORRENTE SENTE
DI APPARTENERE?
“Nel 1990, dopo tanti lavori realistici inizia per
me una nuova dinamica di espressione, le mie linee acquistano movimenti
nervosi, le forme appaiono più spesse e
senza morbidezze, ad un certo punto mi rendo conto che tutto ciò è la conseguenza
di un nuovo stile, stavo tralasciando il figurativo, forse Picasso, Franz Marc
e Cezanne mi stavano influenzando; la rappresentazione era ancora
insoddisfacente però, i miei bozzetti erano un cantiere aperto, quando passavo alla realizzazione dei quadri
usavo i pennarelli per pochi tratti, poi coloravo velocemente con gli smalti ed
era già visibile qualcosa; è una cosa incredibile da spiegare, ero già
soddisfatto sembrava un miracolo, credevo di aver capito tutto, ma non è stato
così perché da allora è iniziata la mia lotta, man mano col tempo, quasi
vent’anni, ho creato la mia identità ed acquistato un mio stile. Oggi l’immagine
che creo non è solo un gioco di colori, ma è il peso e l’equilibrio della
composizione, gli elementi hanno una presenza solida e vigorosa, il mio
interesse è risolvere il problema della strutturazione dell’immagine. Mi sento
un compositore non un pittore, mi
definisco un espressionista di fine secolo, infine mi piace lavorare nel
sociale, ammonisco l’uomo, per i danni che fa a sé stesso ed alla natura,
denuncio ma non rappresento mai l’immagine della fine, della morte, dipingo il
vivere, uso i colori per cercare la risoluzione dei problemi esistenziali, sono
convinto che ognuno ha delle opportunità, spesso però siamo distratti…”
ABBIAMO
NOTATO CHE FRA LE SUE OPERE CI SONO
ANCHE SCULTURE DI CARTAPESTA COME È ARRIVATO A
COMBINARE LE DUE ARTI? CI
RACCONTA LA TECNICA DELLE SUE “CARTAPESTE”?
“Nel 2005 mi fu commissionata una statua, da allora
è nato un nuovo amore, pensavo non fossi adatto, ho sempre dipinto, poi col
tempo mi sono reso conto che il rilievo è qualcosa di affascinante, la scultura
è creazione pura ti dà sensazioni indescrivibili. Oggi pittura e scultura per
me hanno lo stesso valore”
“A scuola per
risparmiare invece di comprare il das usavamo la carta riciclata e colla per
creare statuette, però erano opere fragili; oggi, dopo tanti esperimenti, sono
riuscito a renderle durature nel tempo creando un involucro di ferro
all’interno, poi, oltre alla carta macerata
e colla, ho aggiunto materiali sintetici commerciali come colle per
ceramica e cementi particolari, cose che non potevo usare a scuola, alla fine
creo delle statue vere e proprie, naturalmente per creare opere d’arte ci vuole
la manualità, spesso nelle mostre mi confronto con opere di marmo e bronzo, non
faccio brutte figure...”
INFINE,
SAPPIAMO CHE DAL 2010 AD OGGI HA RICEVUTO PARECCHI CONSENSI A LIVELLO LOCALE E
NAZIONALE, CE NE VUOLE PARLARE?
“Nel 2010 ero in piena esplosione creativa,
dipingevo senza timori, capivo dove volevo arrivare, la passione e l’ordine
erano le mie forze interne, credevo che il mio destino fosse quello di
diventare un artista, insegnavo ancora però e di conseguenza non potevo
prendere degli impegni importanti, anche la scultura mi coinvolgeva, ma non
potevo fare mostre personali, sembrava che qualcosa mi impedisse di farmi
conoscere, poi avvenne qualcosa che mi mostrò al pubblico locale. Il Comune di
Capua lanciò l’idea di aprire un museo
d’arte contemporanea e dopo ripetuti incontri, venni invitato a prendere
possesso di una sala, il preside mi autorizzò, fu un successo.
Nel maggio
2011, un articolo sulla rivista europea “EuroArte”( periodico di Arte, Cultura
e Attualità, Edizioni Anna Maria Gentile), mi fece conoscere in campo nazionale
e da allora ho ricevute commissioni ed inviti.
Oggi insegno
ai giovani a creare arte, nel Centro Diurno Polifunzionale Angiulli di S.Maria
CV, grazie al Direttore Dott. Anselmo Bovenzi con l’approvazione di un mio
progetto”
Grazie Luigi, per me è stato un grande piacere
conoscerla e poter ammirare le sue opere pittoriche e scultoree, un’ artista
dalla grande umanità e fertile creatività.
Le sono inoltre riconoscente per avermi concesso
questa breve intervista, le auguro le gratificazioni ed i successi che si aspetta sia in campo
artistico che come “volontario” nell’educazione all’armonia dell’arte.
Maria Elisa Barone