giovedì 31 maggio 2018

 Dalla pagina: "Acqua&Vino Chianciano in Jazz"
"...un posto così bello che è quasi disumano, alzo il brindisi a Chianciano" con queste parole Teresa De Sio apriva la seconda edizione di Acqua e Vino Chianciano Terme Music Festival. Prendendo spunto da quella bella serata alle Terme di Sant'Elena, Maria ElisaBarone ci introduce al potere benefico di queste acque nell'articolo scritto per il webmagazine La Gente Che Piace


domenica 27 maggio 2018


Buongiorno a tutti e visto che il tempo lo concede... spostiamoci sul mare e ... "che mare"!!! 
Buona Domenica!










MITO E STORIA FRA BIANCHE SPIAGGE E GROTTE NATURALI: SPERLONGA

Siamo sulla “Riviera di Ulisse”,  un tratto di costa laziale in provincia di Latina che prende il nome dal mitico eroe di Omero e che si estende per oltre 100 km.
 Qui si alternano tratti di spiagge di fine rena, coste rocciose a strapiombo sul mare, piccoli scogli e calette con meravigliose grotte. Il disegno naturale crea infinite suggestioni grazie a scenari di incomparabile bellezza, impreziositi da acque limpide e trasparenti.
Un  territorio ricco dunque  di innegabile fascino dove anche la storia, antica e singolare spesso si fonde e confonde in un misto di leggenda e realtà, regalando a questi posti quel pizzico di seduzione in più.
E’ in questo lembo di terra che scopriamo Sperlonga, un pittoresco borgo di pescatori incastonato fra bianche spiagge e grotte naturali; fra l’azzurro del cielo e del  cristallino mare… Fra mito e storia, dalle “gesta” di Ulisse alle “vacanze” dell’Imperatore Tiberio.
Il paese conserva per lo più intatto il centro storico originario con le sue caratteristiche case bianche, le botteghe artigianali e gli stretti vicoli che si aprono su piccole piazze; di tanto in tanto poi, squarci di cielo e mare ci sorprendono in mezzo agli archi disposti fra le case.
A Sperlonga  è stata  assegnata da anni  la “Bandiera blu” a simbolo della alta qualità delle acque e dell’incontaminato splendore del paesaggio.
Lungo la costa, come già detto, fra scogli e rocce a strapiombo, si aprono piccole, incantevoli cale e splendide grotte naturali.
Proprio qui,  l’imperatore Tiberio stabilì la sua dimora estiva, costruendo una splendida villa che sfruttava parzialmente una grotta naturale adibita a Ninfeo, dove fra l’altro sono stati ritrovati importanti gruppi scultorei aventi come protagonista Ulisse.
I ruderi sono ancora ben visibili ed insieme alla Grotta di Tiberio, sono parte integrante del Museo Archeologico  di Sperlonga, all’interno del quale troviamo una pregiata collezione di antichi reperti perfettamente conservati ed armoniosamente raccordati con il territorio e la natura circostante, tutto  ciò fa di esso una realtà unica e  specifica.
 La costa dunque offre grandi opportunità a chi desidera immergersi in incantevoli  paesaggi, ma qui è possibile trovare anche  stabilimenti balneari dotati di tutti i servizi, insomma un perfetto connubio tra comfort e contatto con la natura.
                                                              Maria Elisa Barone



sabato 26 maggio 2018





ANIME DELL’ETRURIA: LA TUSCIA-
 Ammalianti suggestioni di un viaggio attraverso gli affascinanti territori Etruschi che si estendono fra il Lazio settentrionale, la Toscana e l’ Umbria.
 Alla “Tuscia” appartiene  in prevalenza il territorio che  si estende nella provincia di Viterbo, luoghi  ricchi di storia, castelli, palazzi, ville rinascimentali ed antichissimi borghi, ma anche  panorami mozzafiato, ambienti naturali costellati di laghi, foreste e zone prolifiche di acque termali.
                                                IL BOSCO SACRO (BOMARZO)
                                                     
 Iniziamo il racconto  di queste terre da un luogo insolito e da un caratteristico Borgo di pescatori sul lago di Bolsena: il “Bosco Sacro” di Bomarzo e il paese di Marta.
Ai piedi del Monte Cimino ci imbattiamo nel borgo di Bomarzo che custodisce un singolare, straordinario mistero; il “Bosco Sacro”, chiamato anche “Parco dei Mostri”...
L’eccezionale opera fu commissionata nel 1550 dal Principe Pier Francesco Orsini all’architetto Pirro Ligorio, che ne fu l’ideatore.
Il parco si estende per parecchi ettari; in questo luogo incantato si fondono e confondono respiri diversi e contrastanti; esso infatti è chiamato anche Parco dei Mostri perché al suo interno, lungo i verdi viottoli, sono collocate figure di  animali o personaggi spaventosi scolpiti nelle pietre che li costeggiano. Fra questi ricordiamo quello più famoso: l’Orco, con la sua bocca spalancata che nasconde una camera scavata nel tufo dove le voci di coloro che vi entrano sono amplificate e distorte e  creano un effetto impressionante, ma è anche un’affascinante foresta con il suo itinerario fra alberi secolari, ruscelli e piccole cascate dove trovare ristoro.
I percorsi ci accompagnano fra mitologia e natura, fra visione e realtà; questo luogo, amato da Goethe e moltissimi artisti, ispirò il pittore Salvador Dalì in alcune sue opere.
Qui Antonioni girò un documentario e la Wertmuller alcune scene di “Commedia all’italiana”. L’incanto del Bosco Sacro risiede insomma nella singolarità, ma soprattutto proprio nell’antitesi fra l’orrido e la meraviglia, facendolo diventare luogo di “mostruosa” bellezza.

                                                                          MARTA
Sul lago di Bolsena troviamo invece il paese di Marta, che prende il nome dal monte che lo sovrasta.
Le sue origini sono tuttora irresolute, alcuni studiosi le reputano antichissime e le fanno risalire addirittura ai fenici, per questo avrebbe acquisito il nome di Marath, altri invece le attribuiscono agli Etruschi.
Il borgo domina la vista del lago dal colle sul quale è arroccato e da qui si gode di una spettacolare vista sullo specchio d’acqua, nel quale si riflette anche l’Isola Martana.
 Le sue case, costruite prevalentemente in tufo, hanno i colori di un villaggio 
villaggio di pescatori. Il monumento più prestigioso e dominante è la “Torre dell’Orologio”, posta nel centro del paese e fatta edificare da papa Urbano IV intorno al 1200.
 Le maggiori fonti di sostegno economico del paese sono la pesca e l’agricoltura, oltre ad un discreto transito turistico.
Qui l’azzurro del lago si fonde alla perfezione con il verde delle colline circostanti, un’armonia di colori per la vista che predispone la mente al riposo.
                                                                  Maria Elisa Barone

venerdì 25 maggio 2018


Dal Golfo dei Poeti al Lago Sabotino: il fascino del volo!

 Nel Golfo dei Poeti, al largo di Porto Venere,  baia incantata  amata da artisti, scrittori e poeti  fra i quali spicca Lord Byron, che proprio qui cercava l’ispirazione per le sue opere, anni fa fu localizzato il relitto di un “mito”, l’unico caccia  superstite di una flotta di circa 250 aerei appartenenti alla Regia Aeronautica: il Reggiane Re. 2002 che, pilotato  dal M.llo Luigi Guerrieri, qui ammarò nell’Aprile del 1949 a causa di un’avaria al motore.
L’eccezionale velivolo, fu da subito oggetto di desiderio, di recupero e restauro da parte del Ministero della Difesa, ma a causa degli elevati costi che si sarebbero dovuti sostenere, il progetto fu momentaneamente accantonato.
Presto però, una nota società specializzata in recuperi di relitti in mare, si interessò al caso e offrì di occuparsi personalmente del Reggiane.
Localizzato dai Palombari  della Marina Militare della Spezia, dopo varie ispezioni, controlli ed accorgimenti, l‘aereo fu recuperato sotto la costante sorveglianza della Capitaneria di Porto di La Spezia e dopo vari passaggi fu infine trasportato sul Lago di Bracciano o Sabotino e precisamente a Vigna di Valle, una frazione che ospita una base dell’Aeronautica Militare al cui interno si trova il Museo Storico.
Qui i preziosi veicoli, vengono restaurati con attenta perizia e precise tecniche di produzione, usando possibilmente materiali originali.
L’esposizione è ricca di cimeli di particolare importanza, dalle ricostruzioni delle macchine di Leonardo da Vinci, passando per Nobile fino al Reparto Sperimentazioni Meteorologia Aeronautica.
 Vigna di Valle è conosciuta per essere  la più antica infrastruttura aereoportuale italiana, venne inaugurata nel 1908 ed in seguito  svolse anche funzione di Idroscalo, qui  volò il primo dirigibile italiano.
Anche il Museo Storico è il più antico d’Italia, ha una superficie espositiva coperta di 13.000 mq, è disposto su quattro padiglioni ed espone un’ importante  collezione di motori e cimeli aeronautici che si snoda lungo un percorso che si inoltra e attraversa  la storia del volo Militare in Italia e quella dei suoi protagonisti…
Insomma, il Museo percorre l’avventura di un sogno…. Il volo!!!
Tornando al nostro Reggiane, finalmente restaurato in modo magistrale, il 12 ottobre 2017, durante la cerimonia per i 40 anni dalla fondazione del Museo Storico di Vigna di Valle, in un’atmosfera carica di suggestione,  è stato “scoperto” e dedicato a Giuseppe Cenni, che su uno di questi aerei venne abbattuto da numerosi “spitfire” inglesi nel settembre 1943. In suo onore, sul timone di coda è stato dipinto il motto “Valzer”,  il grido con il quale  Il pilota, prima di ogni attacco, incitava i compagni.
Il mitico “RE. 2002” ora, fa bella mostra di se fra importanti cimeli storici e illustri compagni di gloriose avventure. 




 Le foto del recupero del Reggiane RE.2002 sono di repertorio

Ringrazio il Direttore del Museo Storico dell’aeronautica Militare di Vigna di Valle, Tenente Colonnello Adelio Roviti, per avermi autorizzata ad usare le foto del Reggiane RE. 2002 scattate dall’Aeronautica in occasione della cerimonia per i 40 anni dalla fondazione del Museo Storico.

Ringrazio inoltre il M.llo De luca per la gentile attenzione ed il M.llo Sanetti per la sollecita, cortese collaborazione.


                                          INFORMAZIONI UTILI

                                                             ORARI DI ACCESSO AL MUSEO
                                                                            ATTENZIONE:
PRIMA DELLA VOSTRA VISITA, SI CONSIGLIA DI VERIFICARE NELLA PAGINA "AVVISI" EVENTUALI VARIAZIONI.

Periodo ora legale ore 09.00 - 17.30 - Ultimo ingresso ore 17.00

Periodo ora solare ore 09.00 - 16.30 - Ultimo ingresso ore 16.00

CHIUSO nei giorni di Capodanno, Pasqua, Natale e tutti i lunedì feriali.

L'INGRESSO AL MUSEO STORICO E' GRATUITO


                                                                                CONTATTI  

 MUSEO STORICO A.M.
Aeroporto "Luigi Bourlot"
Strada Circumlacuale, snc - Loc. Vigna di Valle
00062 - Bracciano (Roma)

 Uff. Prenotazioni e Informazioni:
​Tel/Fax 06.99887509/8
Fax 06.99887509  ​
e-mail: aeromuseo.esp@aeronautica.difesa.it



martedì 22 maggio 2018


OGGI VI PRESENTIAMO  PAOLA BRUNO, UNA RAGAZZA PIENA DI VITA CON LA PASSIONE PER  I CORTOMETRAGGI E LA RECITAZIONE ;  FORTEMENTE  MOTIVATA E  RICCA DI QUALITA’ ARTISTICHE, PORTA AVANTI CON PASSIONE E GRANDE FORZA DI  VOLONTA’ IL SUO LAVORO, ESPRIMENDO E RINCORRENDO I PROPRI SOGNI PER VEDERLI UN GIORNO  REALIZZATI.CI HA DEDICATO UN PO’ DEL SUO TEMPO PER RACCONTARSI ATTRAVERSO QUESTA PICCOLA INTERVISTA.

 INNANZITUTTO PAOLA, DOVE SEI NATA E DOVE VIVI ORA?
 Sono nata in Germania il 27 settembre 1976.
 A due anni e mezzo i miei genitori scoprirono la mia sordità e su consiglio del medico decisero di rientrare in Italia, così ci trasferimmo in Toscana e precisamente nella  provincia di Pistoia per  i vari trattamenti e la riabilitazione. Da allora vivo qui, dove oggi svolgo la mia professione.

 ATTRAVERSO COSA ESPRIMI LA TUA ARTE E DA QUANDO HAI INIZIATO?
Già da piccina ho sempre sentito una forte attrazione per tutto ciò che riguarda la televisione, la fotografia, il cinema ecc.
 A 18 anni salii per la prima volta su un palco, capii allora che recitare era la mia passione e che non l’avrei mai più abbandonata. In realtà una volta ho anche provato a smettere, ma  è stato inutile e  controproducente, sentivo come un vuoto dentro .

 DA DOVE PROVIENE L'IMPULSO DELLA TUA CREATIVITA'? COSA TI HA ISPIRATO?
 Come già detto , fin da piccola ho sempre avuto una gran fantasia e propensione verso l’arte in genere; dipingevo, disegnavo e facevo molte fotografie, non ero mai sazia di emozioni e di esprimerle attraverso le mie intuizioni. Ho anche studiato moda e disegnavo i figurini, quella però si è rivelata non essere la mia strada. Successivamente, ho intrapreso un altro percorso e mi sono diplomata in grafica.

 RACCONTACI DEL TUO LAVORO ED IN COSA TI SENTI PIU' REALIZZATA
 Più che parlare di realizzazione, mi rendo conto che ho ancora tanta strada da fare lavorando sodo ed insistendo sui miei sogni, tutto ciò però non  mi spaventa, piuttosto  le difficoltà mi attraggono e mi stimolano, regalandomi una carica in più…
 Ho iniziato realizzando  cortometraggi  da me e non è stato affatto semplice, successivamente però ho avuto la soddisfazione di lavorare con persone preparate ed  interessanti e spero di continuare con questa esperienza.

 NELLA RECITAZIONE, FRA TUTTE LE PARTI CHE HAI GIA' INTERPRETATO, IN QUALE TI SEI RICONOSCIUTA DI PIU'?
 Ho avuto la fortuna di recitare il ruolo bellissimo di Liliana in " La zona tranquilla" una commedia fiorentina nel Teatro Cestello. Lì mi sentivo proprio a mio agio. Le commedie mi sono sempre piaciute e ho un certo lato comico che mi piacerebbe tanto sviluppare in futuro.
 Ma anche per il ruolo della moglie nel "Terra e pane",  girato ed ambientato in Sicilia, sentivo l’emozione e la forza  di rappresentare il femminile dell’Isola: sarà perchè nel sangue ho anche  radici siciliane e calabresi per via dei miei genitori...

 C'E' UN RUOLO CHE NON HAI ANCORA MAI RICOPERTO E CHE TI PIACEREBBE INTERPRETARE IN FUTURO?
 In futuro mi piacerebbe molto interpretare  ruoli d'avventura e perchè no, anche comici.
Il mio  sogno  più grande resta comunque quello di realizzare personalmente un grande film  d’amore,   spero di non chiedere troppo...

GRAZIE INFINITE PAOLA  PER AVERCI TRASMESSO, ATTRAVERSO LE TUE PAROLE, LE  ASPIRAZIONI E  LA TUA GRANDE DETERMINAZIONE, NOI TUTTI TI FACCIAMO GLI AUGURI PIU’ SINCERI DI REALIZZARE AL PIU’ PRESTO I TUOI DESIDERI.      
                                             
Maria Elisa Barone



Qui "pillole" dello spettacolo di Teresa de Sio a Chianciano Terme lo scorso 18 Maggio.
Ciao a tutti..

lunedì 21 maggio 2018



 CINEMADAMARE: UNA GRANDE ED EMOZIONANTE OPPORTUNITA’ PER TANTI GIOVANI APPASSIONATI DI CINEMA- INTERVISTA AL SUO IDEATORE E DIRETTORE; IL GIORNALISTA FRANCO RINA-
 Ho incontrato personalmente Franco Rina lo scorso anno, in occasione della presentazione nella mia città della tappa di “CINEMADAMARE,” il più grande raduno internazionale di filmmaker, nonché il più lungo Campus itinerante a tema cinematografico del mondo.
Dotato di una forte personalità e di un animo fortemente  innovativo, il giornalista è allo stesso tempo, una persona dai modi garbati, disposto ad ascoltare con grande interesse tutte le iniziative costruttive ed a collaborare per concretizzarle, devo dire inoltre che durante la conversazione  mi sono sentita immediatamente a mio agio.
Come sapete offro il mio modesto contributo  al  settimanale,  “La gente che piace”, curando  soprattutto  una piccola rubrica dedicata ai viaggi e così, ripensando a quell’incontro, mi è venuta l’idea di raccontarvi un pò d’Italia in modo insolito, attraverso i Paesi che anche quest’anno il Campus itinerante di CinemadaMare attraverserà, sperando di farvi cosa gradita.
 Iniziamo con l’ascoltare  il racconto che il Direttore Franco Rina ci farà, nel corso dell’intervista sottostante sull’edizione della prossima Estate. A tempo debito poi partiremo con la sua “Carovana” alla scoperta delle perle “nostrane.”

Ciao Franco, è un piacere incontrarti di nuovo, allora ci vuoi innanzitutto raccontare i motivi che ti hanno spinto ad elaborare questo progetto?
Sono da sempre un grande appassionato di cinema e una sera di sedici anni fa, mi trovavo a Nova Siri, la mia città, quando ho iniziato a contemplare l’idea di dar vita a un festival cinematografico diverso da tutti gli altri. Doveva essere qualcosa che avrebbe coinvolto i giovani filmmaker in prima persona nella realizzazione di film pensati e realizzati da loro, con i consigli di registi, attori, direttori della fotografia affermati che tenessero dei workshop nelle varie tappe e le più belle città d’Italia a fare da ispirazione a questa officina creativa on the road. Poi man mano il progetto ha preso piede, delineandosi più nel dettaglio. E ancora oggi, esattamente come sedici anni fa, l’attenzione principale di CinemadaMare continua ad essere la formazione dei ragazzi che vi partecipano e la straordinaria esperienza didattica che il mio staff e io siamo felici di poter regalare loro. E dico “regalare” non a caso, visto che CinemadaMare è un’esperienza gratuita che qualunque filmmaker, di qualunque parte del mondo, può intraprendere.
Puoi brevemente ricordare la nascita ed il percorso fatto fino ad ora da CinemadaMare?
All’inizio CinemadaMare era limitato alla Basilicata e durava una sola settimana, poi nel corso degli anni ha iniziato a espandersi nelle regioni circostanti.  Si è passati da una settimana, a 40 giorni, poi a 70 giorni nel 2011, un anno particolarmente significativo che ha segnato l’ingresso della Sardegna e di Venezia tra le tappe del lungo tour. Nel 2018, siamo arrivati a 83 giorni di campus itinerante, con l’augurio e la speranza di poter coprire tutta l’Italia nei prossimi anni e -perché no?- andare anche all’estero.
In un paese in cui le iniziative si moltiplicano, ma mancano le idee originali, CinemadaMare è una realtà positivamente insolita e innovativa.… Le sceneggiature vengono scritte nei posti dove si girano film. La vita vissuta in questi luoghi, cosa favorisce? Quale singolare contributo apporta alla creatività dei ragazzi? 
Come dicevo prima, è fondamentale l’apporto creativo delle città in cui CinemadaMare fa tappa durante l’estate. Da nord a sud, i vicoli dei borghi così come le grandi vie delle province offrono spunti unici e incredibili per i nostri ragazzi. Ed è stupefacente vederli scrivere, immaginare e realizzare le loro storie ad ogni tappa, è qualcosa che ti ripaga di tutto il lavoro svolto durante l’anno.
Anche quest’anno a CinemadaMare 300 filmmaker provenienti da 65 paesi, allievi di università e scuole di cinema e giovani cineasti già in attività, si incontreranno per girare film e lavorare insieme in un laboratorio “on the road”, puoi indicarci la data e la tappa di partenza? E ti è possibile “svelarci” almeno qualcuna delle Regioni che toccherete?
Si parte da Roma il 14 giugno e, anche quest’anno, andremo su e giù per la Penisola, fino in Sicilia, per poi giungere a Venezia, per il nostro grande evento conclusivo che coincide con la settimana della Mostra del Cinema, cui i nostri filmmaker prenderanno parte. Al momento, queste le regioni coinvolte nel Calendario del 2018: Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto.
Grazie, come sempre attento e collaborativo, noi seguiremo con piacere il tuo Campus itinerante, raccontando il vostro lavoro e le curiosità nel corso delle varie tappe e  mettendolo sempre in relazione con le meraviglie d’Italia che “attraverserete”.
 Credo sarà un insolito, entusiasmante viaggio fra le perle del nostro emozionante Paese.
                                                     Maria Elisa Barone




         IL TRASIMENO E LE SUE SPONDE - CASTIGLIONE DEL LAGO -

“Si narra che la ninfa Agilla si innamorò del principe Trasimeno, figlio del re etrusco Tirreno.
Per attirarlo a se iniziò a cantare e lui in barca andò verso il centro del lago, vicino all’Isola Polvese, lì si innamorarono e poco dopo si sposarono. Il giorno dopo il matrimonio Trasimeno uscì per un bagno nel lago ma non riemerse più dalle acque ed  Agilla da allora lo cercò invano per tutta la vita”.
 Gli abitanti del luogo raccontano che il fruscio del vento tra le foglie degli alberi del Lago sia la Ninfa che piange e si dispera e che quando un’onda muove una barca tanto da farla quasi rovesciare sia sempre lei che la muova, per controllare se il suo principe sia lì dentro…
Questa è la “leggenda” che racconta le origini del Lago umbro…
Sulle sue sponde “luoghi” interessanti sospesi fra natura e storia, fra questi Castiglione del Lago, che si estende su un promontorio sulla riva occidentale del Trasimeno e che sembra in origine fosse la quarta isola del Lago, ma che in seguito all’abbassamento del livello delle acque con il tempo assunse l’attuale configurazione.
 La cittadina deve il suo nome al simbolo che spicca nello stemma della famiglia che anticamente la governava; “Castiglione” dal latino “Castellum leonis” ( castello del leone).
 La Rocca, di suggestiva bellezza, domina il lago ed il piccolo centro storico ed è caratterizzata da una forma a pentagono irregolare che ricorda la costellazione del Leone. Ad essa  si accede unicamente attraverso un camminamento coperto dal  Palazzo della Corgna, costruito come residenza di campagna della famiglia stessa  e che oggi, nelle sue splendide sale affrescate, ospita un museo.
Stretta fra Orvieto, Chiusi ed Arezzo, la cittadina si trova in una zona sempre molto contesa; prima da Etruschi e Romani, in seguito da  città toscane e Perugia…
Passeggiando lungo le mura medievali  che abbracciano l'intero borgo, percorrendo il centro storico con i suoi suggestivi vicoli, oltre la Rocca ed il Palazzo Comunale, scopriremo  anche alcune bellissime Chiese, mentre nella piazza principale si affaccia il Palazzo del Popolo caratterizzato da una torretta e la campana di avvistamento.
Suggestive le tre Isole che si scorgono sul lago (Maggiore, Minore e Polvese), due delle quali si possono raggiungere in battello, anche qui avremo modo di ammirare un ricco patrimonio storico-naturale.
Castiglione del Lago, oltre a tesori artistici e paesaggistici, ai più sportivi offre interessanti momenti   di svago ed attività fisica, con centri attrezzati per lezioni di vela e windsurf, kitesurf, sci d’acqua e canottaggio.
Insomma, un lago tutto da vivere come più ci piace, “provare per credere”.
                                                                                                      Maria Elisa Barone


E si.. riparte... La scorsa settimana è stata densa di impegni ed oggi "di nuovo...Lunedì"... si riparte da qui!

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E poi.... seguitemi attentamente questa settimana... ne ho parecchie da raccontarvi... Buon inizio a tutti!

venerdì 18 maggio 2018

Buongiorno, oggi a Chianciano Terme per conto di Radio Free Station, parteciperò ad un evento molto appassionante insieme a persone stupende di notevole spessore e noti artisti che ci emozioneranno nel corso di "singolari" interpretazioni...



mercoledì 16 maggio 2018

Buongiorno a tutti, il lavoro prosegue e presto avremo "ghiotte novità.... Intanto seguitemi anche su "RadioFreeStation" (la radio degli Italiani nel Mondo)...
Personalmente conduco due spazi fissi pomeridiani, il Lunedì ed il Mercoledì... poi a settimane alterne, insieme al collega Gigino... vi diamo la buonanotte di domenica sera dalle 23.00 per prepararvi ad un fantastico "Lunedì"!!!
Un "Mondo" di amici, simpatici Speacker e poi.. Notizie, curiosità, eventi, oroscopo, cucina e...tanta...tanta buona musica...
Questi sono i link e la App:
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-VIAGGIO AD ISOLA DEL LIRI: IL SUO TESORO AMBIENTALE E “LEITMOTIV” DELLA  SUA  EVOLUZIONE - LA CASCATA -
La storia di Isola del Liri, come il suo nome, è fortemente legata al fiume che la attraversa ed in particolar modo alla cascata che da sempre “scroscia”, ora allegra, ora tumultuosa in pieno centro cittadino.
Sicuramente essa ha ricoperto una grande importanza per lo sviluppo industriale della città, ma è anche un prezioso bene ambientale che, in questi anni di enorme crisi e  disagio finanziario  sta apportando il suo “trasformato” contributo  all’economia del Paese.
Altro incanto appartenente a questi luoghi è il castello Boncompagni – Viscogliosi: una scoperta ed un’emozione, fra i suoi percorsi e nel suo parco, si respira una straordinaria passione per l’arte in tutte le sue forme ed un grande desiderio di “coltivare” le tracce di un onorato passato conservandolo e migliorandolo nel tempo ed è proprio da qui, da questo luogo quasi magico, fra viali ben conservati e alberi secolari, che il fiume spicca il suo salto “in città”.
 Isola del Liri ha inoltre  da sempre coltivato  molteplici interessi culturali ed artistici ed offre diversi, interessanti  motivi per essere apprezzata, visitata e frequentata da molteplici persone.
Ricordiamo a tal proposito il suo “intuito” musicale  ed in particolar modo il connubio con il blues ed il jazz, grazie al quale si è guadagnata anche il titolo di “Città della musica”.
 Nel 1997, ha stretto il gemellaggio con la città di New Orleans del quale la scorsa estate si è ricordato il ventennale, attraverso importanti e suggestive manifestazioni molto seguite. 
Negli ultimi anni il Paese è diventato anche centro della “Movida” per giovani e meno giovani delle città limitrofe, della Valle del Liri e della provincia di Frosinone in generale.
In questo percorso, Ci siamo fatti accompagnare dai racconti di un inconsueto, ma sicuramente ben documentato “CICERONE”, l’assessore Lucio Marziale.
 Esso ci ha accompagnati alla scoperta del grande valore della Cascata, “ il motore attorno a cui si sono costruite dapprima le fabbriche e poi la città”,  ci ha raccontato del periodo  d’oro della “Città della carta” e della sua trasformazione durante gli anni di buio economico e di degenerazione dell’industria in genere, nonché del ruolo che hanno avuto in tutto ciò le varie amministrazioni comunali susseguitesi da più di vent’anni a questa parte.
La scorsa Estate, Poste Italiane ha emesso un francobollo dedicato alla cittadina, appartenente alla tematica “Il Patrimonio naturale e paesaggistico” che  raffigura La Cascata ed il Castello Boncompagni-Viscogliosi, l’evento è stato accompagnato  da una conferenza di presentazione tenutasi in loco.
Di recente inoltre, il Consiglio Comunale di Isola del Liri ha proposto la Cascata come  “Bene Patrimonio dell’Unesco” ed il nostro “accompagnatore” virtuale ci ha raccontato dei motivi che hanno portato a tale richiesta.
Invito quindi tutti a prendere visione del filmato, di godere delle immagini della cascata e del Castello e di ascoltare l’interessante racconto che le accompagna.

                                                                                               Maria Elisa Barone






martedì 15 maggio 2018

-LUIGI GUARINO: MAESTRO D’ARTE E POLIEDRICO ARTISTA, SI RACCONTA ATTTRAVERSO LE SUE SUGGESTIVE OPERE E LA SUA SENSIBILITA’ DI DOCENTE- (Santa Maria Capua Vetere)





Il professor Guarino è uno dei tanti volontari che con  sentita attenzione e grande  passione si dedica all’insegnamento nel centro diurno sito presso  l’Istituto A. Angiulli di Santa Maria Capua Vetere.
L’edificio, che era un carcere minorile di punizione, alcuni anni fa è stato trasformato in  luogo di cultura ed educazione e dal 2016, offre  nuove opportunità formative e di orientamento al lavoro per  far emergere e valorizzare le qualità di coloro che si affidano anche  alla didattica del centro.
Luigi è un professore in pensione che finalmente sta facendo volare alti i propri sogni e non solo…
Egli fa della propria creatività, oltre che di un’arte personale anche un insegnamento per i ragazzi del centro diurno.
Il professor Guarino ha da sempre coltivato la sua passione del dipingere, creando quadri ed esponendo in mostre personali…
Vogliamo conoscere meglio la sua creatività, farci raccontare le sue radici di artista  e la sua evoluzione.
PROFESSOR GUARINO, INNANZITUTTO DA QUANDO HA TERMINATO IL SUO RUOLO DI INSEGNANTE E DOVE HA SVOLTO IL SUO LAVORO?
“Ho smesso di insegnare dal 1 settembre 2015, ma non si smette mai veramente lo senti dentro, sempre; ho insegnato come supplente nelle scuole medie della provincia di Caserta per sette anni, nel 1980 sono partito per Bergamo con mia moglie Ester e mia figlia Francesca di due anni, che oggi, da psicologa scrive critiche sulle mie opere. Nel 1984 ho partecipato ad un concorso per il ruolo di Ed. Artistica per le scuole medie in Campania e l’ho vinto, così torno a Caserta e mi stabilisco definitamente a S. Maria CV con altri due figli Ralf e Angelica. Dopo quindici anni di insegnamento nelle prestigiose scuole “Cimarosa” e “Parente” di Aversa vengo trasferito nella mia città, presso la scuola media “R. Uccella” intitolata al grande scultore del ‘900 dove insegno per 16 anni fino alla pensione”

COSA HA VOLUTO IMPRIMERE E LASCIARE NEGLI ALLIEVI CHE HA FORMATO NEL CORSO DEGLI ANNI?
“Gli alunni delle scuole medie hanno tra gli undici e quattordici anni, un’età facilmente influenzabile. Prima di insegnare la materia ho cercato di formarli come persone, dando ad ognuno il senso civico del vivere comune. La mia materia è molto bella, ma bisogna coinvolgere gli alunni, li devi interessare, se iniziassi una lezione con l’arte greca o romana in prima media, cosa che impongono i programmi ministeriali, potresti vagare nel vuoto, ma se parli dell’anfiteatro di S.Maria C. V.  e lo fai vedere, magari con una gita all’aria aperta, fai capire che un grattacielo può perdere nel confronto, perché gli ingegneri di duemila anni fa avevano programmato il flusso delle persone in caso di pericolo in otto minuti, grazie ad uscite predisposte ogni dieci metri. Ho cercato di insegnare non solo a disegnare o a capire il cubismo, ma anche a far comprendere agli allievi che l’arte ha tanti altri aspetti ed ho insistentemente affermato che chiunque può creare, la cosa importante è il confronto e la costanza di credere sempre nelle proprie idee”.
PASSIAMO ORA ALLA SUA CRESCITA PERSONALE COME ARTISTA, QUANDO HA INIZIATO A DIPINGERE E DA DOVE TRAEVA LA SUA ISPIRAZIONE?
“Ho sempre dipinto, sin da piccolo, però non ho mai pensato ad un lavoro nel settore, ho disegnato all’inizio per qualche agenzia di pubblicità. Dal Liceo scientifico “Diaz” di Caserta sono passato quello artistico a S. Leucio, qui ho avuto la fortuna di essere allievo del Maestro Bruno Donzelli, professore di disegno dal vero e da allora ho iniziato ad avere delle “scintille” artistiche.
Come artista vero però ho iniziato solo dal 2000, gli alunni mi gratificavano continuamente, mi adoravano, ogni progetto che portavamo avanti era un successo, vincevamo quasi tutti i concorsi, forse proprio loro mi hanno spinto definitivamente; intanto ho continuato a dipingere a casa, nei pomeriggi liberi, mi sono dedicato ai colori ad olio e soprattutto agli smalti che davano una lucentezza immensa. La mia crescita personale è avvenuta nel corso di un ventennio; sono innamorato delle avanguardie del novecento, devo molto alle lezioni di Cezanne, Picasso e dei futuristi.

QUANDO HA INIZIATO AD ESPORRE IN “MOSTRE PERSONALI” E DOVE?
“I presidi non mi potevano dare permessi per le mostre personali, per poterle organizzare ci voleva del tempo, questo è stato un problema per la mia carriera artistica, però non mi sono scoraggiato ed ho iniziato a fare mostre collettive, inviando le mie opere in tutta Italia, così sono arrivate le prime commissioni. Ho esposto in Gallerie importanti: “San Vidal” a Venezia, “Pigna” a Roma, Arttime a Udine, “Le Porte” e a “Castel Nuovo” a Napoli, alla “Biennale di San Leucio” a Caserta, “Maiso D’Art” a Padova, “Sala del Comune” di Monreale a Palermo e tante altre”

COME SI È EVOLUTO IL SUO “STILE” PITTORICO NEL TEMPO ED OGGI A QUALE CORRENTE SENTE DI APPARTENERE?
“Nel 1990, dopo tanti lavori realistici inizia per me una nuova dinamica di espressione, le mie linee acquistano movimenti nervosi, le forme  appaiono più spesse e senza morbidezze, ad un certo punto mi rendo conto che tutto ciò è la conseguenza di un nuovo stile, stavo tralasciando il figurativo, forse Picasso, Franz Marc e Cezanne mi stavano influenzando; la rappresentazione era ancora insoddisfacente però, i miei bozzetti erano un cantiere aperto,  quando passavo alla realizzazione dei quadri usavo i pennarelli per pochi tratti, poi coloravo velocemente con gli smalti ed era già visibile qualcosa; è una cosa incredibile da spiegare, ero già soddisfatto sembrava un miracolo, credevo di aver capito tutto, ma non è stato così perché da allora è iniziata la mia lotta, man mano col tempo, quasi vent’anni, ho creato la mia identità ed acquistato un mio stile. Oggi l’immagine che creo non è solo un gioco di colori, ma è il peso e l’equilibrio della composizione, gli elementi hanno una presenza solida e vigorosa, il mio interesse è risolvere il problema della strutturazione dell’immagine. Mi sento un compositore non un pittore,  mi definisco un espressionista di fine secolo, infine mi piace lavorare nel sociale,  ammonisco l’uomo,  per i danni che fa a sé stesso ed alla natura, denuncio ma non rappresento mai l’immagine della fine, della morte, dipingo il vivere, uso i colori per cercare la risoluzione dei problemi esistenziali, sono convinto che ognuno ha delle opportunità, spesso però siamo distratti…”

ABBIAMO NOTATO CHE  FRA LE SUE OPERE CI SONO ANCHE SCULTURE DI CARTAPESTA COME È ARRIVATO A  COMBINARE LE DUE ARTI?  CI RACCONTA LA TECNICA DELLE SUE “CARTAPESTE”?
“Nel 2005 mi fu commissionata una statua, da allora è nato un nuovo amore, pensavo non fossi adatto, ho sempre dipinto, poi col tempo mi sono reso conto che il rilievo è qualcosa di affascinante, la scultura è creazione pura ti dà sensazioni indescrivibili. Oggi pittura e scultura per me hanno lo stesso valore”
 “A scuola per risparmiare invece di comprare il das usavamo la carta riciclata e colla per creare statuette, però erano opere fragili; oggi, dopo tanti esperimenti, sono riuscito a renderle durature nel tempo creando un involucro di ferro all’interno, poi, oltre alla carta macerata  e colla, ho aggiunto materiali sintetici commerciali come colle per ceramica e cementi particolari, cose che non potevo usare a scuola, alla fine creo delle statue vere e proprie, naturalmente per creare opere d’arte ci vuole la manualità, spesso nelle mostre mi confronto con opere di marmo e bronzo, non faccio brutte figure...”

INFINE, SAPPIAMO CHE DAL 2010 AD OGGI HA RICEVUTO PARECCHI CONSENSI A LIVELLO LOCALE E NAZIONALE, CE NE VUOLE PARLARE?
“Nel 2010 ero in piena esplosione creativa, dipingevo senza timori, capivo dove volevo arrivare, la passione e l’ordine erano le mie forze interne, credevo che il mio destino fosse quello di diventare un artista, insegnavo ancora però e di conseguenza non potevo prendere degli impegni importanti, anche la scultura mi coinvolgeva, ma non potevo fare mostre personali, sembrava che qualcosa mi impedisse di farmi conoscere, poi avvenne qualcosa che mi mostrò al pubblico locale. Il Comune di Capua  lanciò l’idea di aprire un museo d’arte contemporanea e dopo ripetuti incontri, venni invitato a prendere possesso di una sala, il preside mi autorizzò, fu un successo.
 Nel maggio 2011, un articolo sulla rivista europea “EuroArte”( periodico di Arte, Cultura e Attualità, Edizioni Anna Maria Gentile), mi fece conoscere in campo nazionale e da allora ho ricevute commissioni ed inviti.
 Oggi insegno ai giovani a creare arte, nel Centro Diurno Polifunzionale Angiulli di S.Maria CV, grazie al Direttore Dott. Anselmo Bovenzi con l’approvazione di un mio progetto”

Grazie Luigi, per me è stato un grande piacere conoscerla e poter ammirare le sue opere pittoriche e scultoree, un’ artista dalla grande umanità e fertile creatività.
Le sono inoltre riconoscente per avermi concesso questa breve intervista, le auguro le gratificazioni ed  i successi che si aspetta sia in campo artistico che come “volontario” nell’educazione all’armonia dell’arte.
                                                    Maria Elisa Barone