Avendo deciso di dedicarmi alla scoperta della
nostra Penisola, cerco di inoltrarmi in cammini poco consueti o comunque di
mettere in luce i tesori nascosti di alcune mete più conosciute e non vi
nascondo che le soddisfazioni sono grandi!!!
Oggi passeggiamo per l’Abruzzo e ci dirigiamo verso
due delle sue meraviglie naturali, il
lago di Scanno e le gole del Sagittario e sono moltissime le emozioni che
questo percorso ci riserva…
Contornato
dai Monti Marsicani il lago di Scanno è stato originato
da un'antica frana staccatasi dal
soprastante Monte Genzana che ha sbarrato il corso del fiume Tasso, si trova a
metà strada tra Villalago e Scanno, è il bacino naturale più grande della
regione e se si osserva da alcuni specifici punti di vista, dall’alto presenta
una forma a cuore.
Le sue coste sono
molto ridotte e per alcuni brevissimi tratti sono state adattate a spiagge
artificiali formate di sassi.
Alcune leggende locali, spesso ignorate, spiegano la
nascita del lago come un fenomeno soprannaturale avvenuto per difendere il territorio
ed i suoi abitanti dai numerosi attacchi esterni provenienti prima
dall'«imperatore di Roma», poi da Orlando, dai crociati o dai paladini francesi
ed infine dal temibile mago Baialardo!
Nel 2012, qui
si è verificato lo strano fenomeno delle bussole impazzite dei sommozzatori che,
una volta immersi nelle acque del lago non trovano più il nord. Sempre nello
stesso anno si sono verificate delle onde anomale sul lago. Strani fenomeni
questi, che hanno richiamato gli studiosi dell'Istituto Nazionale di Geofisica
e Vulcanologia di Roma che nel territorio di Villalago, sul fondo del bacino,
hanno trovato alcuni campi magnetici.
Lasciando il Lago in direzione Anversa degli
Abruzzi, la strada di montagna è bellissima, anzi, in alcuni tratti addirittura si rimane senza fiato.
Ci imbattiamo nella Riserva delle Gole del Sagittario,
istituita nel 1997, si trova ai margini del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e
Molise ed al suo interno troviamo un importante giardino botanico, un museo,
un'area pic-nic e numerosi sentieri.
Le gole
furono descritte dai viaggiatori inglesi Richard Craven ed Edward Lear intorno
alla metà del XIX secolo ed il loro ambiente fu da essi definito “pauroso ma
affascinante allo stesso tempo”.
Qui la
potenza della natura ci si presenta davanti con una forza dirompente... queste gole sono il simbolo dell'instabilità
della terra, strette, profonde, davvero impressionanti; di una bellezza assolutamente
disarmante e così imponenti da suscitare un rispetto quasi sacro in qualunque viaggiatore vi si inoltri.
Le acque del fiume Sagittario diventano un tappeto
color smeraldo custodito da pareti rocciose e boschi e lungo questa strada le
tentazioni sono molte, ci troviamo così a scoprire un’altra meraviglia: l’Eremo di San
Domenico con il suo lago artificiale, l'acqua è trasparente e
fredda, ha incredibili tonalità di
turchese, intorno è tutta roccia e natura selvaggia, un posto davvero da sogno…
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